A 100 GIORNI DI SCIOPERO DELLA FAME

Ad oggi 26 Gennaio 2023 il nostro compagno Alfredo Cospito è ancora torturato dallo Stato italiano. Alfredo, anarchico, è in sciopero della fame ad oltranza per chiedere l’uscita dal regime di tortura del 41bis e dell’ergastolo ostativo.

Alfredo è accusato di aver piazzato due esplosivi a basso potenziale contro una scuola accademia dei carabinieri. Esplosivi che però non hanno generato ne morti ne feriti. Alfredo viene condannato, nonostante rigetti l’accusa, a 20 anni, ma successivamente, durante la permanenza in carcere, subisce una repressione dovuta alla sua attività intellettuale. Alfredo, anche da dietro le sbarre, infatti, non smette di scrivere e produrre libri e lettere che contribuiscono alla teoria anarchica e allo sviluppo delle idee politiche radicali e libertarie. Lo Stato però è conscio della forza delle parole e delle idee. Diventa imperante quindi reprimere in ogni modo il pensiero critico e dirompente. Per questo motivo, Alfredo, viene prima condannato a 4 anni di 41bis e successivamente, non contento, lo Stato lo manda all’ergastolo ostativo, mutando la sua accusa in Strage contro la sicurezza di Stato. Un’ accusa che non è stata data neanche agli autori di Piazza Fontana, della Stazione di Bologna o di Capaci, nonostante l’innocuità dell’azione di cui è accusato Alfredo.

Ma cos’è il 41bis? Il 41bis è la misura di carcere duro che viene data per punire e rendere miserabile la vita di chi si ritrova in galera: una sola ora di colloquio al mese, nessuna chiamata, nessuna lettera se non censurata, un’ora di socialità al giorno con al massimo 3 persone allo stesso regime, quasi tutti i libri vietati, pochissimi oggetti concessi dietro le sbarre e addirittura le foto dei genitori decedute vietate da tenere dentro la cella. Una misura che distrugge l’essere umano in ogni modo e forma possibile. Una condanna a morte non ufficializzata.

Alfredo è da oltre 100 giorni in sciopero della fame, ogni suo ricorso e richiesta per avere un minimo di dignità umana è stata fin ora negata dagli aguzzini dello Stato-Nazione. Non bisogna pensare, però, che un’eventuale morte di Alfredo equivalga ad un suicidio: sarebbe omicidio di Stato! Il 41bis è la morte in vita con l’individuo che riesce ad ottenere un’ultima essenza di libertà nella fuga disperata da questa agonia carceraria tramite l’unico mezzo a sua disposizione: la morte. Ancora una volta si mostra il vero volto della giustizia. La giustizia nel sistema Stato-Capitale è uno strumento volto solo alla difesa di chi detiene il potere economico-politico e che cerca in ogni modo di reprimere chi non la pensa in maniera conforme, chi ha un pensiero dissidente. Noi non chiediamo giustizia, noi chiediamo Libertà. Libertà immediata per tutti e tutte i prigionieri e le prigioniere anarchici e anarchiche, politici e politiche, comunisti e comuniste, rivoluzionari e rivoluzionarie nel mondo. Libertà per Alfredo Cospito, condannato all’ergastolo. Libertà per Anna Beniamino, condannata a 30 anni. Libertà per Juan Sorroche, condannato a 28 anni. Libertà per Ivan Allocco. Liberi Tutte.

Stop 41Bis– Stragista è lo Stato- Sempre per l’Anarchia